Mastergess Knauf: certificazione cartongesso e formazione applicatori

Pietro Testi • 10 aprile 2026

Introduzione


L’8 e 9 aprile ho partecipato al Mastergess organizzato da Knauf, percorso dedicato al rinnovo della certificazione secondo UNI 11555. Non è un corso base. È un momento di verifica reale delle competenze, riservato a chi lavora già nel settore e vuole mantenere un livello alto. Faccio parte della MasterKlass, gruppo di applicatori professionisti selezionati, e queste due giornate sono state un confronto concreto su come sta evolvendo il nostro lavoro.


Giorno 1: contesto, confronto e visione


La prima giornata si è svolta al Tombolo Talasso Resort, a Marina di Castagneto. Fin dall’inizio si capisce il livello: applicatori esperti, nessuna introduzione teorica inutile, ma subito confronto tra professionisti. Nel pomeriggio ci siamo spostati alla cantina Campo alla Sughera, a Bolgheri, realtà legata alla famiglia Knauf.


La visita ha incluso:


  • tour della cantina
  • spiegazione del processo produttivo
  • degustazione


È stato un momento più informale, ma utile per iniziare a confrontarsi tra colleghi in modo diretto. A seguire, interventi istituzionali e comunicazioni generali, tra cui quello del direttore generale Knauf Italia, Luca Sironi.


Il messaggio è chiaro:


il settore sta cambiando e il livello richiesto è sempre più alto.


La serata si è conclusa all’enoteca Tognoni, a Bolgheri. Qui emerge uno degli aspetti più utili di queste esperienze:
il confronto reale tra chi lavora ogni giorno in cantiere. Si parla di problemi veri, soluzioni adottate, errori fatti e corretti, senza formalità.

Giorno 2: tecnica e applicazione


La seconda giornata entra subito nel vivo. Prima parte in aula con approfondimenti su:


  • antincendio
  • acustica
  • novità 2026


Il taglio è tecnico e concreto. Non si parla solo di prodotti, ma di prestazioni reali e di come queste dipendano dalla posa. Dopo la pausa, trasferimento alla Casa del Leccio per la prova pratica con gli istruttori Knauf. Le scuole di posa sono uno degli aspetti più interessanti: non solo teoria, ma applicazione reale dei sistemi. È qui che si vede la differenza tra:


  • sapere cosa usare
  • sapere come usarlo


E la differenza incide direttamente sul risultato finale. La giornata si conclude con la visita allo stabilimento produttivo, dove vengono realizzati:


  • lastre
  • profili


Vedere il processo produttivo aiuta a capire il perché di molte prescrizioni che in cantiere spesso vengono sottovalutate.

Mastergess e MasterKlass: cosa sono davvero


Il Mastergess è il percorso Knauf dedicato alla certificazione degli applicatori secondo UNI 11555.

Non è formazione base. È una verifica concreta delle competenze, sia teoriche che pratiche.

Serve a mantenere uno standard reale, non dichiarato.


La MasterKlass è un gruppo ristretto di applicatori certificati.


L’obiettivo è chiaro:


  • mantenere un livello alto
  • lavorare con logiche di sistema
  • creare una rete di professionisti qualificati
  • Non è un riconoscimento automatico.


Cosa mi porto a casa


Due giornate utili, senza giri inutili.
Il punto principale è questo: oggi non basta più “saper lavorare il cartongesso”.


Serve:


  • lavorare a sistema
  • curare i dettagli esecutivi
  • aggiornarsi continuamente
  • confrontarsi con altri professionisti


Le prestazioni non dipendono solo dal materiale, ma da come viene applicato.


Conclusione


Il Mastergess non è un evento, ma un momento di aggiornamento e verifica reale.
Il settore dei sistemi a secco sta diventando sempre più tecnico.


Di conseguenza, il livello richiesto si alza.
Chi lavora in modo strutturato ha un vantaggio.


Nuova Rinnova


Nuova Rinnova opera nel settore del cartongesso e dei sistemi a secco a Cesena e in Romagna, con particolare attenzione alla qualità della posa e alle prestazioni tecniche.

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Le pareti in cartongesso al contrario di quel che si possa pensare, sono estremamente più performanti, in termini di isolamento acustico, rispetto alle pareti costruite con sistemi tradizionali, a parità di spessore. Il fatto che sia una tipologia costruttiva “leggera” per così dire, non significa affatto che si tratti di tramezzi poco isolanti vero piuttosto è il contrario. La tecnologia della parete in cartongesso, la rende un sistema ideale al contrastare la propagazione dei rumori tra locali attigui quindi, andiamo a capirne il funzionamento ma prima va fatta una doverosa distinzione, su due principi fondamentali in acustica: Isolamento aereo: Riduce la trasmissione del rumore da un ambiente all'altro. Assorbimento acustico: Riduce il riverbero o eco del suono all'interno di un ambiente. Quindi isolamento ed assorbimento sono due parametri ben distinti da prendere in considerazione. Spesso la richiesta è quella di isolare un ambiente rispetto ad un'altro per cui ci soffermeremo maggiormente su questo aspetto. Il tema dell'assorbimento acustico o insonorizzazione di una stanza, verrà trattato prossimamente. Come è possibile quindi che semplici lastre da 12,5 mm di spessore e pannelli in lana, riescano ad isolare acusticamente meglio di una parete in laterizio? Il segreto è nella tecnologia che compone una parete in cartongesso, essendo questa una tecnica costruttiva a strati, sfrutta un principio fisico detto Massa - Molla - Massa dove lastre, materiali isolanti ed aria alternati tra loro, costituiscono un sistema ideale per contrastare il propagarsi delle onde sonore aeree. Per approfondire questa tematica complessa ed articolata, è consigliato un consulto con il nostro ufficio tecnico.
Autore: Pietro Testi 21 giugno 2024
L’aver eseguito una stuccatura eccellente è requisito fondamentale per ottenere una superficie finita senza segni. Tuttavia, capita che, anche se il cartongessista ha fatto un buon lavoro, in particolari condizioni di luce si possano notare segni antiestetici. Da cosa potrebbe dipendere? Per quanto possa sembrare strano, i segni sono spesso riconducibili alla tinteggiatura. Per tinteggiare, si può procedere a pennello oppure a rullo ed è importante dilatare bene la pittura, evitando di generare accumuli di materiali tra una passata e l’altra. L’azione deve essere veloce e decisa, perché la pittura tenderà ad asciugare rapidamente. Occorre quindi stendere bene il prodotto in maniera uniforme. L’utilizzo del fondo consolidante è sempre obbligatorio alla prima tinteggiatura. Omettere questo passaggio comprometterebbe l’intera operazione di finitura. Il fondo, nelle nostre installazioni, viene generalmente applicato dai nostri operatori. Utilizziamo il Knauf Tiefengrund, un aggrappante con resina sintetica finissima in dispersione acquosa, senza solventi, a saponificazione molto elevata. Knauf Tiefengrund è consigliato come trattamento preliminare per tutti i tipi di superficie a base gesso, su massetti o come mano di fondo per intonaci a base gesso, calce o cemento, perché uniforma il grado di assorbimento della pittura. Il prodotto è ideale per interni come trattamento preliminare di pareti, contropareti e soffitti prima dell'applicazione di piastrelle, tappezzerie o pitture. 
Autore: Pietro Testi 20 giugno 2024
Abbiamo finito di montare lastre e profili ed è arrivato quindi il momento delle stuccature. Tra i vari passaggi, questa è la fase più delicata di tutte e occorre procedere con molta attenzione. Va detto fin da subito che un buon risultato della stuccatura dipende in maniera imprescindibile da un corretto montaggio del sistema. Il telaio di supporto deve essere integro e correttamente dimensionato, e occorre valutare se sia necessario prevedere o meno dei giunti di dilatazione. Indispensabile, inoltre, è il corretto montaggio delle lastre: le giunzioni non devono mai essere fatte in corrispondenza di spigoli a parete per quanto riguarda i controsoffitti, o in corrispondenza di angoli di porte e finestre nel caso di pareti e contropareti. Occorre inoltre disporre le giunzioni in senso perpendicolare alla luce proveniente dall’esterno e, soprattutto, valutare le attuali condizioni climatiche. È decisamente controproducente procedere alla stuccatura in giornate piovose o particolarmente umide, poiché l’elevata umidità potrebbe essere stata assorbita dalle lastre. Stuccare lastre umide potrebbe causare ritiri plastici con conseguente insorgenza di cavillature. La conservazione delle lastre in cantiere è egualmente importante: è necessario mantenerle riparate e sollevate da terra.