Cartongesso e normativa antincendio: quello che pochi sanno davvero
Cartongesso e normativa antincendio: quello che pochi sanno davvero
Il cartongesso è ancora spesso percepito come un materiale poco affidabile o addirittura pericoloso in caso di incendio. Molti sono convinti che bruci perché è rivestito di carta, confondendo l’aspetto superficiale con il comportamento reale del materiale.
È una convinzione errata, alimentata da informazioni parziali e da applicazioni eseguite senza criterio.
In questo articolo facciamo chiarezza e spieghiamo
come funziona davvero il cartongesso in caso di incendio, cosa dice la normativa e perché la sicurezza non dipende dalla carta, ma dal
sistema costruttivo nel suo insieme.
Il cartongesso non brucia. Punto.
Il cartongesso non è un materiale combustibile. Le lastre in gesso rivestito sono normalmente classificate in Euroclasse A2-s1,d0. Questo significa:
- A2 → contributo praticamente nullo all’incendio
- s1 → bassissima produzione di fumi
- d0 → assenza di gocce o particelle incandescenti
In termini pratici: il cartongesso non alimenta il fuoco. Il gesso contiene acqua chimicamente legata che, in caso di incendio, evapora progressivamente assorbendo calore. È lo stesso principio per cui il cartongesso viene utilizzato anche in compartimentazioni antincendio certificate.
Va inoltre precisato che, per applicazioni specifiche, esistono lastre ancora più performanti, classificate in Euroclasse A1, quindi totalmente incombustibili, utilizzate quando sono richiesti livelli di sicurezza antincendio particolarmente elevati.

EI (ex REI): cosa indica davvero la normativa
Per anni si è parlato di REI 30, REI 60, REI 90. Oggi, per le pareti non portanti come quelle in cartongesso, la classificazione corretta è EI.
- E – Tenuta: impedisce il passaggio di fiamme e fumi
- I – Isolamento: limita la trasmissione del calore
Il numero (30, 60, 90, 120) indica i minuti di prestazione garantita, solo se il sistema realizzato è identico a quello testato.
Nota normativa – REI o EI?
Nella normativa antincendio attuale, per elementi non portanti come le pareti in cartongesso, la classificazione corretta è EI.
La lettera
R (resistenza meccanica) riguarda elementi
strutturali portanti e, nelle pareti divisorie, è considerata
sottintesa. Il termine
REI resta diffuso nel linguaggio comune, ma
EI è la dicitura tecnicamente corretta per le compartimentazioni non portanti.
La parete antincendio è un sistema, non una lastra
Uno degli errori più comuni è pensare che basti usare una “lastra ignifuga”. Non è così. Una parete in cartongesso con prestazioni EI non è un insieme di materiali messi lì: è un sistema testato come pacchetto unico. La prestazione deriva dall’interazione di tutti i componenti.
Un sistema EI è definito (e “tiene”) solo se rispetta parametri precisi, tra cui:
- Struttura metallica: tipologia dei profili, spessori, irrigidimenti e soprattutto interassi (passo montanti).
- Numero di lastre per lato: una, doppia o più stratificazioni, con giunti sfalsati secondo schema.
- Spessore e tipo di lastra: spessori diversi cambiano massa e comportamento termico; anche la tipologia (standard/antincendio/alta prestazione) è parte del sistema.
- Isolante interno (se previsto): tipo, densità e spessore dell’isolante incidono su isolamento termico e comportamento al fuoco; sostituirlo “a occhio” non è neutro.
- Viti e fissaggi: passo delle viti e tipo; il fissaggio è ciò che mantiene l’integrità durante l’esposizione al fuoco.
- Giunti, nastri e stuccature: non sono estetica: garantiscono tenuta (E) e continuità del rivestimento.
- Dettagli di bordo e connessioni: attacchi a pavimento/soffitto, giunti perimetrali, continuità con pareti adiacenti.
- Attraversamenti impiantistici: scatole elettriche, tubazioni, canalizzazioni e loro sigillature. Anche un foro “piccolo” può compromettere E.
Per questo la frase “è EI perché ho usato la lastra giusta” è sbagliata: EI lo fa il sistema.
Cambiare anche un solo elemento — un interasse diverso, una lastra più sottile, un isolante “equivalente”, una vite diversa o un dettaglio perimetrale semplificato — può significare una cosa sola:
la prestazione dichiarata non è più garantita.

Dove la normativa non è un’opinione
In molti ambienti la sicurezza antincendio non è una scelta, ma un obbligo normativo:
- autorimesse
- vani scala
- locali tecnici
- separazioni tra unità immobiliari
- attività soggette a prevenzione incendi
In questi casi la normativa attribuisce la responsabilità principale al progettista, che deve:
- individuare correttamente dove sono richiesti requisiti antincendio
- definire la prestazione necessaria (EI 30, EI 60, EI 90, ecc.)
- prescrivere un sistema costruttivo idoneo e certificabile
La Direzione Lavori ha il compito di verificare che quanto realizzato sia conforme al progetto e di gestire eventuali varianti o non conformità. L’impresa esecutrice è responsabile della corretta esecuzione a regola d’arte e del rispetto delle prescrizioni progettuali e dei sistemi indicati.
In sintesi:
- il progettista risponde delle scelte tecniche
- la DL risponde del controllo
- l’impresa risponde della posa
Quando uno di questi anelli manca, la sicurezza diventa solo teorica.

Conclusione
Il cartongesso non è una scorciatoia né un materiale “di ripiego”. È un sistema costruttivo evoluto che, se correttamente progettato e realizzato, può garantire prestazioni antincendio elevate, pienamente comparabili a soluzioni tradizionali più massive.
La differenza non la fa la lastra, ma il progetto: la corretta definizione delle prestazioni richieste, la scelta di un sistema coerente e la sua esecuzione senza semplificazioni. È qui che spesso nascono i problemi: quando il cartongesso viene trattato come un semplice rivestimento, quando la normativa viene data per scontata o quando si confonde la velocità di posa con la superficialità tecnica.
La sicurezza antincendio non è un dettaglio invisibile, ma una responsabilità condivisa tra chi progetta, chi controlla e chi realizza. E funziona solo quando ogni anello della catena fa la propria parte.
Nuova Rinnova realizza sistemi in cartongesso pensati per essere conformi e certificabili, non soluzioni improvvisate. Quando un ambiente richiede requisiti antincendio, li affrontiamo in modo esplicito, coordinandoci con progettisti e direzione lavori, e applicando sistemi corretti fino all’ultimo dettaglio.
Anche quando sarebbe più semplice non farlo.










